Sostituzione caldaie: ecco perché convengono quelle a condensazione

Le caldaie a condensazione sono quelle che consentono di ottimizzare al meglio i consumi: al contrario delle tradizionali, infatti, permettono di recuperare e sfruttare anche il calore dei fumi prodotti dalla combustione (di metano, gpl o gasolio) e del vapore acqueo che i fumi contengono. Vediamo dunque perché optare per una sostituzione caldaie milano per adottare quella a condensazione. 

 

  1. Si adattano a qualsiasi abitazione 

Le caldaie a condensazione possono essere installate in qualsiasi abitazione, quello che può variare è la potenza della caldaia, che ovviamente dovrà essere sufficientemente potente per riscaldare tutta la superficie della casa. 

 

  1. Sono perfette per chi possiede un impianto a radiatori o a pavimento 

La caldaia a condensazione per il riscaldamento dell’acqua ha dei consumi nettamente inferiori rispetto a una tradizionale, ecco perché è adatta a chi deve riscaldare casa con un impianto a radiatori. Anche se i radiatori richiedono una temperatura di mandata di 55°- 60°C, una caldaia a condensazione di qualità ha comunque rendimenti molto più elevati rispetto ad una caldaia convenzionale. 

 

  1. Il prezzo è proporzionale al loro rendimento 

Una caldaia convenzionale costa meno rispetto ad una a condensazione, ma la sua resa e il risparmio generato, anche se di ultima generazione, sono nettamente inferiori, offrendo dunque al cliente di risparmiare fino al 30% sulla bolletta. Chi opta per la sostituzione caldaie può usufruire delle detrazioni fiscali al 65% così da pagare l’installazione meno della metà. 

 

  1. Per scaricare la condensa è sufficiente una canalizzazione, come quella per il condizionatore. 

Il tubo per lo scarico della condensa può essere inserito nelle normali canaline presenti all’interno delle case. La condensa viene smaltita facilmente attraverso l’ausilio di kit per nulla invasivi, che vengono integrati alla caldaia e, grazie a una piccola pompa, il tubo può raggiungere condotti di scarico a molti metri di distanza e dislivello. 

Come arredare una mansarda

La mansarda è un ambiente della casa un po’ particolare e non così facile da arredare. Ciò è dovuto alla pendenza del tetto che pone dei vincoli, sia nella scelta dei mobili che nella disposizione dei singoli elementi di arredo. La mansarda non è un semplice locale ricavato da un sottotetto, ma un ambiente piacevole dove soggiornare. I principali problemi che si riscontrano in questa zona della casa sono principalmente due: le temperature rigide d’inverno e lo spazio ridotto. Quindi come possiamo arredarla al meglio? Ecco dei consigli utili.


Mobili salvaspazio

Se vogliamo sfruttare al meglio la nostra mansarda, visto lo spazio limitato, possiamo usufruire di mobili su misura, rivolgendosi a specialisti della progettazione armadi su misura. In questo modo, utilizzeremo tutto lo spazio che abbiamo a disposizione.

Mobili contenitore
Poiché il nostro motto è quello di sfruttare il nostro spazio al meglio, che ne pensate di utilizzare dei mobili contenitore? Questi dovranno essere posti nelle zone più basse della mansarda stessa e in questo modo, potrete apporre al loro interno, quello che volete.


Cucina su misura

La scelta della cucina per la mansarda non è così facile, sempre per il problema dello spazio ridotto. La soluzione più pratica è quella di una cucina su misura in grado di sfruttare al meglio lo spazio a disposizione.

Camera da letto
Se lo spazio della zona notte è limitato, il consiglio è quello di disporre i letti con la testata in corrispondenza della parte più bassa della stanza, mentre l’armadio nella parte più alta.


Cameretta dei bambini

La soluzione ideale per la cameretta dei bambini può essere quella di impiegare letti a castello nella parte più alta della stanza e trasformare quella più bassa, in una funzionale area gioco.

Come risolvere il problema del clima?
Poiché in questa area della casa, vi è caldo in estate e freddo in inverno, l’ideale sarebbe quello di dotare la mansarda di un buon impianto di climatizzazione e se possibile, integrarlo con una soluzione di isolamento.

La follicologenesi nei giorni fertili

L’aspetto più rilevante per quanto riguarda l’azione endocrina che in tutto questo percorso viene seguita è senza dubbio la follicologenesi, cioè la trasformazione follicolare, la quale è appunto strettamente correlata all’azione endocrina.

Di questa follicologenesi bisogna dire che quando si passa da un follicolo primordiale, ad uno primario e poi ad uno secondario c’è un’evidente modificazione morfologica; infatti va progressivamente aumentando di volume, e la ragione è che vanno progressivamente ad aumentare le cellule della granulosa e della teca, che sono i due tipi cellulari che costituiscono il follicolo.

Dunque abbiamo due cellule: cellula della teca e della granulosa (simile schema dunque alla spermatogenesi maschile a livello del testicolo, in cui ci sono cellule del Leydig e cellule del Sertoli).

La loro proliferazione avviene ad opera della stimolazione che è data dalle gonadotropine: FSH ed LH hanno su queste cellule un ruolo specifico.

FSH ha come bersaglio solo la cellula della granulosa: ha come azioni quella di liberare le IGF-1 (fattori di crescita), le quali hanno in maniera diretta la responsabilità di quella che è l’evoluzione, cioè l’aumento di questa massa che va progressivamente aumentando di volume, in corrispondenza dei giorni fertili. Quindi il numero di cellule della granulosa aumenta grazie proprio a questo fattore mitotico, che dipende da FSH.

 

LH agisce su entrambi i tipi di cellula:  crea quella condizione chimica necessaria perché sia poi possibile da parte della cellula della granulosa andare a sintetizzare gli estrogeni, in particolare l’estradiolo (E2). L’azione dunque dell’LH è quella di favorire l’esterificazione del colesterolo e di garantire anche il pacchetto enzimatico necessario per arrivare alla formazione di estrogeni.

Sulla cellula della teca assistiamo in realtà ad una reazione tandem da parte di queste due cellule per riuscire ad ottenere l’estradiolo; nel senso che le cellule della granulosa in virtù dell’azione dell’LH vanno a convertite il colesterolo in progesterone, il quale a questo punto va nelle cellule della teca perché affinché esso sia un precursore utile alla formazione di estradiolo bisogna che sia convertito in una forma intermedia, l’androstenedione, grazie a due enzimi che sono la 17-β-idrossisteroido deidrogenasi (17-β-HSD) e alla 17-20 desmolasi (17-20-De-Si) e questi due enzimi sono presenti solo nella teca, ed ecco perché si rende necessaria la migrazione del progesterone nelle cellule della teca; tuttavia una volta che si è formato l’androstenedione, per essere convertito in estradiolo, ha bisogno dell’intervento di un enzima, le aromatasi, che guarda caso sono depositate solo nella granulosa; quindi l’androstenedione deve migrare sulle cellule della granulosa e quindi è convertito in estradiolo.

Ecco quindi che c’è questo ruolo a tandem che vincola da un punto di vista funzionale queste due cellule.

A questo punto le gonadotropine aumentano il follicolo di dimensioni, lo espandono e l’azione terminale è quella di promuovere la successiva trasformazione del follicolo che deve anche consentire l’ovulazione cioè la liberazione dell’ovocita; l’ovulazione va dunque ad interessare il follicolo maturo, quindi il follicolo di Graaf e l’azione delle gonadotropine è diretta e ha come obiettivo di garantire l’ovulazione.

 

L’LH è la gonadotropina che controlla in maniera unica alcune azioni:

  • Aumentare l’attività degli enzimi proteolitici
  • Aumentare la distensibilità della parete follicolare
  • Nel contempo (queste azioni si svolgono nello stesso tempo) va a liberare l’inibitore della luteolisi; sapete che il follicolo di Graaf una volta avvenuta l’ovulazione va incontro ad una modificazione che lo porta a divenire corpo luteo, ma ciò non avviene finché non c’è stata l’ovulazione perché c’è un fattore che inibisce il follicolo verso questa ultima trasformazione; il compito dell’LH è quello appunto di liberare questo inibitore e quindi si può attuare la trasformazione. Il corpo luteo diventerà un tessuto endocrino, nel senso che diventa un tessuto in grado di sintetizzare progesterone, che deriva dal colesterolo, che ha la funzione di aumentare la distensibilità della parete follicolare.
  • Inibisce un altro fattore inibitore che era sempre stato conservato all’interno del follicolo che è il fattore meiotico; voi sapete che l’ovocita aveva iniziato la meiosi che però era stata interrotta da un fattore inibitorio, il quale viene inibito dall’LH solo quando il follicolo ha raggiunto una certa maturità.
  • Favorisce il rilascio delle prostaglandine

 

Le azioni dell’FSH:

  • Espandere il cumulo ooforo
  • Attivare il plasminogeno

Il follicolo di Graaf cambia appunto di morfologia, viene distaccato il cumulo ooforo e a questo punto può avvenire l’ovulazione e la successiva eventuale fecondazione.

 

Dunque il completamento della follicologenesi è fortemente legata alla presenza delle gonadotropine, le quali svolgono le azioni precise che abbiamo appena visto.

L’importanza di un buon piano marketing in fiera

Il marketing in fiera

Spesso si è talmente concentrati con la progettazione e la costruzione degli stand, che si può dimenticare di concentrarsi sull’ottenere un traffico di visitatori qualificato. Ci sono un certo numero di ragioni importanti per cui un investimento in promozione è fondamentale.
Non si può pretendere che i gestori della fiera facciano tutto il reclutamento per voi. Il lavoro del management è quello di ottenere un sacco di partecipanti alla manifestazione stessa. E ‘ancora il vostro compito è quello di ottenere i migliori potenziali clienti a visitare il vostro stand. Se si attende che arrivino a caso, vi perderete grande opportunità di business.
Gli acquirenti commerciali in genere pianificano il loro tempo di esposizione commerciale in anticipo. Il Centro per Exhibition Industry Research (CEIR) ha trovato che il 76% dei partecipanti utilizza le informazioni pre-show per questo scopo. Se ci sono in competizione sessioni di conferenze, e con altri espositori, e con le attrazioni esterne (soprattutto nelle città di destinazione come Las Vegas e San Francisco), quindi è necessario dare un calendario ai vostri prospetti molto presto.

SLT Service ha commissionato uno studio condotto da Deloitte & Touche che dimostra questo caso. Quegli espositori che hanno condotto una campagna di pre-show ha alzato del 46% la loro “efficienza di attrazione”, cioè la qualità del pubblico che sono stati in grado di attirare nel proprio stand. Analogamente, la conversione di visitatori degli stand in contatti qualificati è aumentato del 50% con l’utilizzo di una promozione pre-esposizione.
Due approcci al pre-show: la strategia
L’obiettivo più citato di una promozione pre-show è quello di indirizzare il traffico verso il vostro stand. Ma non un traffico qualsiasi. Si vuole solo potenziali clienti qualificati.
Una strategia di pre-show efficace impiega due poli: comunicazioni ai partecipanti registrati mirata. Estrarre i visitatori ad alto potenziale fra la popolazione partecipante fiera e incoraggiarli a visitare il vostro stand o fissare un appuntamento. Il segreto è la qualificazione. Non tutti in occasione della fiera merita la vostra attenzione – con l’eccezione del altamente mirato, nicchia fiera dove quasi tutti i partecipanti sono probabili prospettive. Quindi, una mailing coperta che invita tutti i partecipanti a fermarsi di solito contiene un sacco di rifiuti. Il primo passo: abbattere la lista di pre-registrazione si riceve dallo show organizzatore di eliminare i non-prospettive e concorrenti.
Comunicazioni al file casa. Invita i propri clienti, investigatori, e le prospettive per lo spettacolo. Queste persone sono già interessati a fare affari con voi. Se non sono in programma di partecipare alla fiera, l’invito potrebbe incoraggiarli a cambiare idea. Per lo meno, vi ricorderà di loro si sta esibendo, e servire come una parte utile di un flusso di comunicazione la costruzione di relazioni in corso.