L’aspetto più rilevante per quanto riguarda l’azione endocrina che in tutto questo percorso viene seguita è senza dubbio la follicologenesi, cioè la trasformazione follicolare, la quale è appunto strettamente correlata all’azione endocrina.

Di questa follicologenesi bisogna dire che quando si passa da un follicolo primordiale, ad uno primario e poi ad uno secondario c’è un’evidente modificazione morfologica; infatti va progressivamente aumentando di volume, e la ragione è che vanno progressivamente ad aumentare le cellule della granulosa e della teca, che sono i due tipi cellulari che costituiscono il follicolo.

Dunque abbiamo due cellule: cellula della teca e della granulosa (simile schema dunque alla spermatogenesi maschile a livello del testicolo, in cui ci sono cellule del Leydig e cellule del Sertoli).

La loro proliferazione avviene ad opera della stimolazione che è data dalle gonadotropine: FSH ed LH hanno su queste cellule un ruolo specifico.

FSH ha come bersaglio solo la cellula della granulosa: ha come azioni quella di liberare le IGF-1 (fattori di crescita), le quali hanno in maniera diretta la responsabilità di quella che è l’evoluzione, cioè l’aumento di questa massa che va progressivamente aumentando di volume, in corrispondenza dei giorni fertili. Quindi il numero di cellule della granulosa aumenta grazie proprio a questo fattore mitotico, che dipende da FSH.

 

LH agisce su entrambi i tipi di cellula:  crea quella condizione chimica necessaria perché sia poi possibile da parte della cellula della granulosa andare a sintetizzare gli estrogeni, in particolare l’estradiolo (E2). L’azione dunque dell’LH è quella di favorire l’esterificazione del colesterolo e di garantire anche il pacchetto enzimatico necessario per arrivare alla formazione di estrogeni.

Sulla cellula della teca assistiamo in realtà ad una reazione tandem da parte di queste due cellule per riuscire ad ottenere l’estradiolo; nel senso che le cellule della granulosa in virtù dell’azione dell’LH vanno a convertite il colesterolo in progesterone, il quale a questo punto va nelle cellule della teca perché affinché esso sia un precursore utile alla formazione di estradiolo bisogna che sia convertito in una forma intermedia, l’androstenedione, grazie a due enzimi che sono la 17-β-idrossisteroido deidrogenasi (17-β-HSD) e alla 17-20 desmolasi (17-20-De-Si) e questi due enzimi sono presenti solo nella teca, ed ecco perché si rende necessaria la migrazione del progesterone nelle cellule della teca; tuttavia una volta che si è formato l’androstenedione, per essere convertito in estradiolo, ha bisogno dell’intervento di un enzima, le aromatasi, che guarda caso sono depositate solo nella granulosa; quindi l’androstenedione deve migrare sulle cellule della granulosa e quindi è convertito in estradiolo.

Ecco quindi che c’è questo ruolo a tandem che vincola da un punto di vista funzionale queste due cellule.

A questo punto le gonadotropine aumentano il follicolo di dimensioni, lo espandono e l’azione terminale è quella di promuovere la successiva trasformazione del follicolo che deve anche consentire l’ovulazione cioè la liberazione dell’ovocita; l’ovulazione va dunque ad interessare il follicolo maturo, quindi il follicolo di Graaf e l’azione delle gonadotropine è diretta e ha come obiettivo di garantire l’ovulazione.

 

L’LH è la gonadotropina che controlla in maniera unica alcune azioni:

  • Aumentare l’attività degli enzimi proteolitici
  • Aumentare la distensibilità della parete follicolare
  • Nel contempo (queste azioni si svolgono nello stesso tempo) va a liberare l’inibitore della luteolisi; sapete che il follicolo di Graaf una volta avvenuta l’ovulazione va incontro ad una modificazione che lo porta a divenire corpo luteo, ma ciò non avviene finché non c’è stata l’ovulazione perché c’è un fattore che inibisce il follicolo verso questa ultima trasformazione; il compito dell’LH è quello appunto di liberare questo inibitore e quindi si può attuare la trasformazione. Il corpo luteo diventerà un tessuto endocrino, nel senso che diventa un tessuto in grado di sintetizzare progesterone, che deriva dal colesterolo, che ha la funzione di aumentare la distensibilità della parete follicolare.
  • Inibisce un altro fattore inibitore che era sempre stato conservato all’interno del follicolo che è il fattore meiotico; voi sapete che l’ovocita aveva iniziato la meiosi che però era stata interrotta da un fattore inibitorio, il quale viene inibito dall’LH solo quando il follicolo ha raggiunto una certa maturità.
  • Favorisce il rilascio delle prostaglandine

 

Le azioni dell’FSH:

  • Espandere il cumulo ooforo
  • Attivare il plasminogeno

Il follicolo di Graaf cambia appunto di morfologia, viene distaccato il cumulo ooforo e a questo punto può avvenire l’ovulazione e la successiva eventuale fecondazione.

 

Dunque il completamento della follicologenesi è fortemente legata alla presenza delle gonadotropine, le quali svolgono le azioni precise che abbiamo appena visto.